Galleria Cardi
Piazza Sant'Erasmo 3
20121 Milano, Italy39 02 29003235 telephone
39 02 29003382 fax
info@galleriacardi.com
Il giorno 9 aprile 2002 si inaugura presso la Galleria Cardi di Piazza SantErasmo 3 a Milano una mostra personale di Kim Dingle, artista californiana che vive e lavora a Los Angeles.
La nuova serie di opere dal titolo Never In School comprende 12 oli su pergamena e ripropone le ormai celebri Priss Girls dellartista in una recente ambientazione autunnale. In questi lavori i personaggi Fatty e Fudge, gli alter ego della Dingle, marinano la scuola e si divertono liberamente in uno spazio incontrollato e privo della presenza degli adulti. Con i loro abitini bianchi soffici e vaporosi, le immacolate scarpette stile Mary Jane, queste ragazzine dallaspetto innocente creano in realtà un vero e proprio finimondo, senza comunque rompere nulla, senza spargere sangue.
Questo nuovo motivo della scuola stimola lesperienza pittorica della Dingle: il reale impatto di queste opere sta infatti nel movimento suscitato dalluso del colore. Più immediata, più veloce, più libera, lintensità del gesto pittorico risulta essere più evidente che mai; resa con le tenui e delicate tonalità della terra, lenergia si sprigiona dal movimento dei materiali utilizzati.
La pergamena traslucida su cui è applicato il colore genera una sorta di bagliore quasi etereo che a sua volta rivela un possibile lato angelico di queste bambine particolarmente irrequiete.
Accanto a questi lavori recenti troviamo linstallazione Fatty realizzata dalla Dingle nel 1998: Fatty è una ragazzina di mezza età realizzata in carta pesta, legno e gesso, che ricorda metaforicamente lartista, un personaggio un po adulto e un po bambino che rivela però una condotta turbolenta e una particolare attitudine alla violenza e allaggressività. Vestita con fantasiosi abitini da festa, la bambola, ancora coperta di calcinacci, sfonda violentemente, con un balzo verso lesterno, un muro, allinterno del quale sembrava essere imprigionata.
Il tema delle bad girls è centrale nel lavoro di Kim Dingle: lapparenza da ragazzine per bene -sicuramente imposta dal potere educativo nonché repressivo di una qualche presenza adulta e razionale- nulla può nei confronti della sfrenata aggressività che esse rivelano. Linevitabile e naturale rabbia nei confronti di un mondo ancora da esplorare scoppia irrefrenabilmente in chi non ha ancora interiorizzato i propri confini.
Fare a pezzi il mondo, distruggerlo, imbrattarlo, divorarlo: sono, questi, impulsi primari che necessariamente animano parte delle esperienze infantili, e senza i quali non impareremmo a comprendere, amare ed abbracciare la realtà.